-> Itinerari dei sapori Valtellina: vigne tra le rocce
| 20 | Gen '08 16.14 |
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| di M.C. Beretta | |
I vigneti di Chiavennasca crescono lungo terrazzi sostenuti da muretti in pietra che disegnano il profilo delle montagne. Da qui nascono grandi rossi e veri capolavori, come lo Sforzato Docg
Da questa singolare architettura appare lampante come l’uomo abbia cercato di strappare alla montagna tutti gli spazi possibili per coltivare la vite. Ma qui ha fatto molto di più: ha plasmato il paesaggio spaccando la roccia e costruendo muretti per creare piccoli terrazzi e aumentare lo spazio da coltivare. La terra l’ha presa dal fondovalle caricandola sulle spalle nelle gerle, grandi ceste di vimini che in montagna sono l’unico sistema valido di trasporto. Tutto questo gran lavoro è stato fatto per secoli sul versante retico della valle, quello che guarda a Sud, più favorevole alle esigenze della vite che vuole il caldo, la luce e i terreni magri. Proprio su questo lato della Valtellina si è sviluppata una viticoltura che in passato ha conosciuto parecchi fasti. E, ancora oggi, è riuscita a mantenere un legame molto stretto con il territorio valorizzando il vitigno tipico valtellinese, il Chiavennasca, termine che deriva probabilmente dall’espressione ciù vinasca, ossia “più adatto a produrre vino”.
Una vendemmia tardiva
Caratteristica dell’uva Chiavennasca è maturare tardi e, poiché siamo in montagna, in Valtellina la vendemmia è tra le ultime in Italia. Si svolge tra metà ottobre e la prima settimana di novembre. Il 2007 ha fatto eccezione, con due settimane d’anticipo, e secondo i produttori riserverà splendide sorprese. Lasciar maturare l’uva sulla pianta quando la stagione è fredda significa che le escursioni termiche, cioè le differenze di temperature tra giorno e notte tipiche della montagna, sono ancora di più accentuate. In questo modo nella buccia si immagazzinano sostanze che daranno molti profumi e lunga vita al vino. Il periodo di maturazione in questa valle è influenzato anche dal suo orientamento est-ovest. Le prime uve a essere raccolte sono quelle nella parte iniziale, mentre verso Tirano si raccoglie almeno due o tre settimane più tardi. In Valtellina i vitigni cosiddetti “internazionali” non hanno avuto molto sviluppo, a parte qualche buon risultato, ma solo di recente, per Sauvignon blanc, Merlot e Syrah. Il piccolo viticoltore che coltivava la vite per uso familiare si limitava a reimpiantare le stesse varietà dove si verificava una morìa. Non ci sono stati spazi, né voglia di sperimentare e nemmeno tempo, perché i piccoli appezzamenti di terra non garantivano il sostentamento della famiglia e i valtellinesi hanno sempre avuto un altro lavoro.
Grandi e piccole aziende
Ancora oggi la media delle estensioni delle proprietà coltivate a vite è bassissima, un terzo di un ettaro. I viticoltori sono circa 3.000 e tuttavia il grosso della produzione viene da una ventina di aziende appena. Su 3 milioni di bottiglie prodotte i due terzi sono in mano a marchi noti che hanno fatto crescere l’immagine della valle e che, pur avendo vigneti propri, acquistano parte delle uve dai proprietari di piccoli appezzamenti. In questo panorama ci sono alcune eccezioni, specie per una nuova generazione di viticoltori che ha ripreso le vigne di famiglia, uomini che sanno valutare ciò che di buono ha dato il passato e sono in grado di lavorare per una vitivinicoltura di pregio. Aziende di grandi dimensioni e piccoli viticoltori sono comunque d’accordo nel puntare le loro risorse sul vitigno Chiavennasca. Rispetto alle altre uve di Nebbiolo italiane, i vini prodotti con queste uve di montagna hanno bisogno di maturare a lungo nelle botti, ma nello stesso tempo conservano profumi ed eleganza non comuni. A ciò si accompagna una lunga vita in cantina, anche nelle versioni più giovani e da bere, come si suol dire, “a tutto pasto”. Un sapore per ogni zona
La denominazione principale dei vini è Valtellina Superiore Docg, che identifica una fascia di coltivazione della vite posta sul versante retico, in pratica quello alla nostra sinistra se immaginiamo di andare verso l’alta valle, e compresa fra i 300 e i 700 metri di altitudine, cui si aggiungono cinque sottozone. Partendo da Berbenno per arrivare a Tirano, si hanno: Maroggia (da Malaroggia, zona difficile), Grumello (da un castello medioevale), Sassella (dal terreno roccioso), Inferno (zona molto calda) e Valgella (dal nome della località). Vi sono poi lo Sforzato di Valtellina Docg, o Sfurzat, che si produce nell’intera fascia collinare, le denominazioni Valtellina Doc, Igt Terrazze Retiche di Sondrio e i vini da tavola.
Per questi vini, come pure per lo Sforzato, sono comprese alcune zone della sponda sinistra dell’Adda, sul versante orobico della Valle, nei comuni di Villa di Tirano e Albosaggia. Ciascuna di queste zone dà al vino una nota aromatica e gustativa tipica, ma bisogna essere fini intenditori per scoprirlo: frutti di bosco per la Maroggia, nocciola per il Grumello, lampone per il Sassella, viola per l’Inferno e rosa appassita per il Valgella.
Va ricordato che il pregio di un vino dipende molto dalla mano del viticoltore e, se è vero che al consumatore sono più noti i nomi di Sassella, Grumello e Inferno, è anche vero che ultimamente si trovano in commercio vini interessanti che provengono da territori meno blasonati. L’unico problema dei vini valtellinesi è il prezzo sul mercato: difficile trovarli a costi bassi, perché è costosa la loro produzione. La mano d’opera è carissima, ma fondamentale per lavorare le vigne terrazzate. Se partiamo con l’idea di ponderare gli acquisti, il viaggio alla scoperta dei vini della Valtellina potrà essere solo piacevole e ricco di sorprese.
A seconda della disponibilità, in qualche caso è possibile anche acquistare direttamente dalle cantine. Alcuni marchi che fanno le maggiori produzioni come Nera, Negri e Bettini, si trovano anche nei supermercati e nei negozi meglio forniti, ma non con tutte le etichette. Certo, una visita in cantina, e ancor di più nel vigneto, è l’ideale per capire come lavora ciascun produttore, ma è sempre meglio telefonare prima.
Tutto merito del Chiavennasca
In Valtellina l’origine della viticoltura risale ai Liguri, avvezzi alle terrazze, e ci hanno messo lo zampino pure gli Etruschi. Tuttavia, fu solo nel Quattrocento che iniziò a svilupparsi il commercio del vino e fu solo con i Grigioni svizzeri, un secolo dopo, che venne fatto un po’ d’ordine nelle varietà coltivate, obbligando a usare solo quelle più adatte. In un documento datato 27 novembre 1595 si cita il vitigno “Chiuinasche” come unico da piantare per poter avere la concessione di coltivare una vigna. Secondo gli studiosi della genetica della vite, il Chiavennasca appartiene alla famiglia del Nebbiolo ma, poiché esiste in Valle da secoli, vien da pensare che qualche piccola modifica nella pianta ci sia stata. Assieme al Chiavennasca, ci sono altri vitigni rossi che si sono mantenuti nel tempo in quanto completavano il vino: la Rossola, la Brugnola e la Pignola. La Brugnola più che altro si usava, e si usa, come uva da tavola. La Rossola era apprezzata per la sua rusticità, che le permetteva di sopportare bene il freddo e in più dava freschezza al vino, mentre la Pignola era ricca di zuccheri.
L’orgoglio della valle è lo Sfursat
Lo Sforzato di Valtellina, o Sfursat, è il primo passito rosso secco italiano che nel 2003 ha ottenuto la Docg, ovvero la Denominazione d’Origine Controllata e Garantita, dopo un lungo iter che ha visto impegnati produttori e Consorzio di Tutela. Nasce dalla selezione delle migliori uve Nebbiolo a chicchi “spargoli”, ovvero ben distanziati tra loro, per evitare che si formino muffe nel grappolo. La vendemmia si fa in piccole cassette, così non si crea umidità per via dello schiacciamento dei chicchi. I grappoli sono poi distesi su graticci in luoghi asciutti e ben aerati: i “fruttai”, posti di solito all’ultimo piano delle case di campagna. Durante l’appassimento si controllano le uve e si tolgono i chicchi meno sani. Passati 110 giorni, l’ uva ha perduto il 40 % del proprio peso, ha concentrato i succhi, ha sviluppato particolari aromi ed è pronta per essere pigiata. Il vino viene messo a maturare per 20 mesi a partire dal 1° aprile dopo la vendemmia di cui almeno 12 in botti di legno. In questo periodo il vino acquisisce i profumi di frutta rossa come frutti di bosco e spezie. Dopo di che, questo vino rosso rubino, caldo e profumato, con grado alcolico minimo di 14 gradi, è pronto.Valtellina Doc e Docg
Il disciplinare di produzione del vino in Valtellina prevede la Doc (Denominazione di Origine Controllata) Rosso di Valtellina e la Docg (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) Valtellina Superiore. La zona di produzione di entrambe comprende i comuni di Andevenno, Ardendo, Berbenno di Valtellina, Biancone, Buglio in Monte, Caiolo, Catione, Chiuro, Montagna in Valtellina, Mossini, Poggirenti, Ponchiera, Ponte in Valtellina, Pontalesio, Sondrio, Teglio, Tirano, Tresivio e Villa di Tirano, tutti in provincia di Sondrio.
Il Rosso di Valtellina Doc è, per tradizione, il vino di più largo consumo, con ottimi profumi e adatto per la tavola quotidiana. È prodotto per il 90% con uve Nebbiolo, qui chiamato Chiavennasca, e per l’altro 10% con altri vitigni originari della zona. La gradazione alcolica minima deve essere di 11% e può essere messo in commercio già dopo sei mesi dalla vendemmia. Ha un profumo sottile e persistente dal caratteristico sentore di viola. Per potersi fregiare della fascetta Rosso di Valtellina Docg, invece, occorre un minimo del 90% di uve Nebbiolo, o Chiavennasca, e un massimo del 10% di altre uve raccomandate e autorizzate (ma comunque non aromatiche). La gradazione alcolica minima deve essere 12% e il vino deve restare ad affinarsi in cantina per almeno 24 mesi, di cui almeno 12 in piccole botti di rovere da 225 litri, prima di essere messo in commercio. Il Valtellina Docg può avere anche le denominazioni delle sottozone: Sassella, Grumello, Inferno, Valgella e Maroggia.
La sottozona Sassella ha un’estensione di 130 ettari di vigneti fra il comune di Castione e il territorio a ovest di Sondrio, un’area impervia e soleggiata. Il vino è color rosso rubino, tendente al granata, con profumo intenso che si esalta con l’invecchiamento. Si abbina bene con piatti a base di carni rosse, selvaggina, formaggi e salumi.
Il vino della sottozona Grumello è prodotto nel versante a nord-est di Sondrio su una superficie di 78 ettari. Ha un colore rosso rubino tendente al granata, profumo fine e intenso, sapore asciutto e morbido, tendenzialmente sapido. Un classico rosso per piatti saporiti, in particolare risotti, polenta taragna, brasati e formaggi locali.
La sottozona Inferno fa riferimento a piccoli terrazzamenti coltivati a vite fra Poggiridenti e Tresivio; anfratti rocciosi e non facili da raggiungere, porzioni di versante dove in estate le temperature sono particolarmente elevate. L’Inferno è anche la più piccola delle sottodenominazioni e si colloca a est del Grumello, con una superificie di “soli” 55 ettari. Con le uve della zona si fanno vini adatti a un lungo invecchiamento, di colore rosso rubino tendente al granata. Il loro sapore è asciutto e si abbina a carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati.
La Valgella, con i suoi 137 ettari, è la più ampia fra le sottozone del Valtellina Superiore. Si differenzia dalle altre sottodenominazioni per una certa morbidezza nel sapore. Vino dal profumo delicato, ha sapore secco e rotondo. Freschi sentori di fiori lo rendono gradevole anche giovane. Si abbina alle carni rosse, ai formaggi stagionati e alle specialità della valle: pizzoccheri, bresaola, violino di capra.
La sottozona Maroggia rientra nel territorio del comune di Berbenno. Solo 25 ettari di vigne disposte su pendii soleggiati. Di colore rosso rubino con riflessi granati, ha sapore asciutto e vellutato. Come tutti i Valtellina Superiore si sposa con i saporiti piatti locali.
Un salto in Valchiavenna: la cantina di Prevostini
Sulla punta del lago di Como, dove le acque sono chiuse dai monti, ha inizio la Valchiavenna. L’unico produttore significativo della valle è Mamete Prevostini (nella foto sotto). La sua cantina si trova a Mese, il paesino prima di Chiavenna, dove si arriva oltrepassando il fiume Mera. Qui c’è pure il ristorante Crotasc ricavato da un tipico “crotto”, una sorta di grotta che un tempo serviva come cantina, dove si fa cucina tradizionale e non solo (prezzo medio 30 euro, vini esclusi). In verità le vigne coltivate in Valchiavenna sono per uso familiare, tant’è vero che i vini di Mamete Prevostini sono prodotti con uve provenienti da alcune delle zone classiche della Valtellina, Sassella, Grumello e Inferno. Lui gestisce una ventina di ettari, di cui parte in proprietà, parte in affitto e parte di soci che gli vendono l’uva seguiti attentamente dalla proprietà. L’azienda è familiare e Mamete ne ha la responsabilità dal 1995. La sua scelta è stata produrre tre tipi di vini che sono rimasti i punti di riferimento aziendale: uno da uve fresche, uno da uve fresche e appassite e uno da uve appassite, rispettivamente Sassella Sommarovina, Valtellina Superiore Corte di Cama e lo Sforzato Albareda (13, 18 e 25 euro in cantina). Di recente ha iniziato una piccola produzione di vino da dessert bianco, il Vertemate (20 euro in cantina per la bottiglia da 50 cl.), con uve Riesling e Traminer provenienti dalle vigne di Palazzo Vertemate, una villa storica ceduta al comune di Chiavenna che ne ha fatto un luogo aperto al pubblico.Tour per vigne e cantine
Appena oltrepassato il confine del comune di Sondrio, rimanendo sulla statale, in via Buonconsiglio si fa sosta alla cantina Ar.pe.pe. Si fa fatica a vederla, perché fu scavata nel 1973 sotto il monte Grumello, rifacendosi all’antica convinzione che sotto terra temperatura e umidità restino più facilmente costanti, permettendo la maturazione ideale del vino. L’idea fu di Arturo Pelizzatti Perego, papà di Emanuele che ora si occupa della vigna e della cantina, dove lavora al fianco della sorella Isabella. Emanuele Pelizzatti Perego racconta con orgoglio le scelte difficili del padre: dopo la vendita dell’azienda (che all’inizio degli anni Settanta era la più grande della valle e contava 50 ettari e 500 soci conferitori), decisa dal nonno, dovette riacquistare la sua parte di eredità in vigne. Per distinguersi dal marchio Pelizzatti, che non aveva più nulla a che vedere con la sua famiglia, Arturo scelse la denominazione Ar.pe.pe. e uscì con una sua linea da 10 ettari di vigneto, nel cuore della Sassella. Fra i vini che nascono dalle vigne Ar.pe.pe., tra le più alte della Valtellina, la vendemmia tardiva Ultimi Raggi (20 euro in cantina) proviene da poderi a 650 metri di quota. Non molto lontano nasce il Sassella Rocce Rosse Riserva che si produce solo nelle annate migliori, così come il Sassella Vigna Regina (entrambi a 19 euro in cantina). Più giovane e a prezzi contenuti il Sassella Stella Retica (11 euro in cantina). Quello che sembra incontrare di più il favore dei giovani, invece, è il Rosso di Valtellina (6,9 euro). I vini di questa cantina, che attualmente - tra Sassella e Grumello - firma nove diverse etichette, vengono commercializzati più tardi rispetto agli altri della valle, perché maturano in grandi botti di rovere e di castagno: la superficie di scambio tra vino e legno è inferiore rispetto a quella della barrique (la botticella da 225 litri, n.d.r.), quindi occorre più tempo per ottenere l’eleganza e la morbidezza che li contraddistinguono. Una Cantina storica
La nostra seconda sosta è a Chiuro. Sotto le volte dei saloni del quattrocentesco castello Quadrio, ecco la sede della Nino Negri, cantina storica che con la vendemmia 2007 ha festeggiato i 110 anni di attività e attualmente è la più grande della valle. Mai come in questo caso sono stati gli uomini a creare l’anima di una realtà produttiva. A partire da Carlo Negri, che negli anni Settanta voleva costruire qualcosa di significativo per la valle. Un’eredità che ha lasciato a Casimiro Maule, attuale responsabile con 37 vendemmie sulle spalle. Ma il vero proprietario è il Giv, Gruppo Italiano Vini, che recupera significative realtà produttive italiane in difficoltà per restituire loro lo smalto perduto.
Per conoscere meglio la Nino Negri è il caso di imboccare la statale verso Tirano. Dopo circa 3 chilometri si incontra l’indicazione per il vigneto Fracia, una delle perle aziendali nel cuore del Valgella: qui si può vedere e toccare con mano come sono tenute le vigne e qual è la qualità delle uve. C’è persino un buon ristorante gestito da due giovani cuochi. La produzione annuale della Nino Negri è di circa 1 milione di bottiglie, ottenute da vigneti di proprietà e dall’acquisto delle uve di una cooperativa di 250 soci. Naturale, quindi, che vi siano rappresentate tutte le sottozone della valle.
Due le linee prodotte: una di base, che segue i canoni tradizionali con maturazione in botti grandi; l’altra è la linea nata negli anni Novanta dopo che le nuove tecnologie applicate in cantina hanno permesso di ottenere vini con gusti più morbidi e maggiori profumi. Per questi ultimi la maturazione avviene spesso in barrique. Con questo obiettivo è nato il fiore all’occhiello dell’azienda, lo Sfursat 5 Stelle che, però, non tutti gli anni può essere fatto (43 euro in enoteca). Seguono, per prezzo e prestigio, i vini “cru”, ossia quelli che nascono in una zona limitata e spesso da una sola vigna, tutti Valtellina Superiore Docg: Sassella Le Tense, Grumello Vigna Sassorosso, Inferno Mazér (16-18 euro in enoteca) e Vigneto Fracia (24 euro in enoteca).
Un buon rapporto fra qualità e prezzo è quello che troviamo nel Valtellina Superiore Quadrio (12 euro in enoteca).
Infine, una curiosità: seguendo la sua passione per gli spumanti, Maule ha realizzato una produzione limitata e di tutto rispetto di Metodo Classico, ovvero il vino che rifermenta in bottiglia per fare le bollicine.
La nuova generazione

Nell'ex convento
A una decina di chilometri da San Giacomo di Teglio, all’altezza di Bianzone, tra le vigne spicca una casetta con la scritta “La Gatta”, la vigna più significativa della Cantina Triacca. La sede dell’azienda è più avanti, in via Nazionale, ma le degustazioni si fanno qui, all’interno di un ex convento dei Domenicani ora restaurato. Al piano inferiore si possono assaggiare in completa libertà tutti i vini della cantina utilizzando una scheda prepagata. Al piano superiore, invece, si organizzano degustazioni guidate.
Sette i vini più significativi di quest’azienda. La Triacca vanta 111 vendemmie ed è stata fondata dal nonno dell’attuale proprietario che si chiamava come lui, Domenico. Nel tempo, quell’ettaro di terreno del nonno è cresciuto e attualmente le vigne occupano 45 ettari.
Domenico Triacca è stato un innovatore della viticoltura della valle. Sua l’idea di risistemare i vigneti dalla posizione che seguiva la pendenza della montagna, quindi in direzione nord-sud (detta “ritocchino”), alla direzione perpendicolare est-ovest (detta “girapoggio”). Così facendo era possibile livellare le pendenza tra i filari e farvi entrare i trattori, abbassando i costi della manodopera. Un’altra innovazione, che ormai ha circa 15 anni, fu la scelta di realizzare una specie di “pannello solare” composto dalle foglie stesse della vite. Bisogna immaginare due piante leggermente inclinate tra loro, una che sviluppa le foglie verso l’alto e l’altra verso il basso, in modo che il sole dia luce a entrambe e permetta di ottenere uve mature allo stesso modo. Il vino che meglio rappresenta l’azienda è il Valtellina Superiore Riserva La Gatta (12 euro in cantina), che esiste anche in versione normale. Meritano attenzione pure due bianchi: Del Frate, fatto con uve Sauvignon (10 euro in cantina), e La Contea (6 euro in cantina) ricavato da uve Pignola vinificate in bianco, ossia eliminando le bucce poco dopo la pigiatura. Un punto di orgoglio per Domenico Triacca è il Prestigio, realizzato con uve fatte appassite sulla pianta tagliando i tralci in modo che non arrivi più linfa ai grappoli. Un vino molto particolare che, secondo il produttore, per profumi e struttura sta a metà tra la sua Riserva e il suo Sforzato. Entrambi i vini costano circa 22 euro in cantina.
Un bianco tra tanti rossi, ottimo con la trota, la bresaola e i sostanziosi primi della Valle
Terrazze Retiche di Sondrio Igt Torre della Sirena Uve e vigneti: Pignola, Rossola e poca Chiavennasca, da vigne vecchie dislocate nei vigneti nel comune di Tirano, tra i 400 e i 600 metri.
Produzione: le uve sono prima pressate sofficemente, poi vinificate in bianco, ossia eliminando subito le bucce. La fermentazione del mosto avviene in vasche d’acciaio. Il vino è messo in bottiglia nella primavera successiva alla vendemmia.
Numero di bottiglie: 25.000.
Prezzo: 9,30 euro in enoteca.
Temperatura di servizio: a 14 ° C.

Via Salis, 3 - 23037 Tirano (So)
Tel. 0342 71.04.04 - Fax 0342 71.04.28.
www.sertolisalis.com
L’azienda ha sede in uno splendido palazzo seicentesco di proprietà della famiglia Salis. Di origine svizzera, i Salis ricoprivano l’incarico di governatori della Valtellina dei Grigioni. Da non perdere la visita al “saloncello”, un tempo riservato agli incontri con diplomatici e ambasciatori.
La produzione è stata rinnovata alla fine degli anni Ottanta con prodotti di nuova concezione, ma sempre legati al territorio.
Assaggiati e scelti per voi
Le migliori etichette di Valtellina Superiore Docg
Valtellina Superiore Sassella Docg Riserva Rocce Rosse Uve e vigneti: Chiavennasca con piccolissime percentuali di Brugnola e Pinot nero. Le vigne sono nel cuore del Sassella, in comune di Sondrio, da 350 a 500 metri.
Produzione: il mosto fermenta parte in vasche di acciaio e parte nel legno; il vino matura in botti grandi di rovere e di castagno per quattro 4 anni.
Numero di bottiglie: 10-13 .000 bottiglie.
Prezzo: 19 euro in cantina (se disponibile).
Temperatura di servizio: circa 18 °C.
Azienda: Ar.pe.pe, Via Buon Consiglio, 4 - 23100 Sondrio.
Tel. 0342 21.41.20 - www.arpepe.com

Valtellina Superiore Inferno Docg Mazér
Uve e vigneti: uve Chiavennasca al 100%; il vigneto, di circa 5 ettari, è nel comune
di Tresivio, tra 350 e 500 metri di altitudine.
Produzione: le uve sono raccolte surmature, ossia posticipando la vendemmia di una o due settimane. Il vino rimane in vasche di acciaio fino a metà dicembre, poi passa metà in barrique dove sta per 15 mesi mentre l’altra metà matura in botti grandi di legno da 750 litri per 24 mesi.
Numero di bottiglie: circa 55.000.
Prezzo: 16 euro in enoteca.
Temperatura di servizio: circa 20 °C.
Azienda: Nino Negri - Via Ghibellini, 3 - 23030 Chiuro (So) - Tel. 0342 48.52.11 - www.giv.it
Valtellina Superiore Docg PrestigioUve e vigneti: Chiavennasca al 100% da vigneti tra i 350 e i 500 metri.
Produzione: in vendemmia si tagliano i tralci in modo da lasciare che le uve appassiscano sulla pianta per circa un mese. In tal modo si mantengono più facilmente i profumi fruttati. Segue la vinificazione in vasche d’acciaio e la maturazione in botticelle di legno da 225 litri per circa 15 mesi.
Numero di bottiglie: 40.000.
Prezzo: 22 euro in cantina.
Temperatura di servizio: circa 18 °C.
Azienda: Domenico Triacca - Via Nazionale, 121 - 23030 Villa di Tirano (So). Tel. 0342 70.13.52 - www.triacca.com
Valtellina Superiore Inferno DocgUve e vigneti: Chiavennasca più piccole percentuali di Pignola, Rossola e Brugnola del comune di Poggiridenti, da vigneti posti dai 400 ai 550 metri di altitudine.
Produzione: le uve da vendemmia tardiva, raccolte due settimane più tardi, sono pigiate
e il mosto passa in vasche d’acciaio.
Poi il vino matura per due anni nelle botti
grandi di legno da 750 litri.
Numero di bottiglie: 12.000.
Prezzo: 12 euro in enoteca.
Temperatura di servizio: circa 18 °C.
Azienda: Cantine Nicola Nobili, Via Masoni, 20 - 23020 Poggiridenti Piano (So).
Cell. 340 30.27.427 - www.vininobili.it
Valtellina Superiore Valgella Docg Cà MoréiUve e vigneti: uve Chiavennasca da vigneti vecchi situati nel comune di Teglio tra 500 e 600 metri. Produzione: le uve sono vinificate in vasche d’acciaio e il vino matura per due anni in botticelle da 225 litri.
Numero di bottiglie: 7.500 circa.
Prezzo: 20 euro in enoteca.
Temperatura di servizio: circa 18 °C.
Azienda: Sandro Fay - Via Caselli, 1 - 23030 S. Giacomo di Teglio (So). Tel. 0342 78.60.71.
Valtellina Superiore Docg Corte di CamaUve e vigneti: Chiavennasca da vigne nei comuni di Berbenno, Sondrio e Montagna dai 300 ai 400 metri di quota.
Produzione: i grappoli spargoli (dai chicchi ben distanziati tra loro) sono lasciati appassire sui graticci mentre le altre uve sono lavorate. A fine dicembre si vinificano le uve appassite e il mosto è aggiunto al vino precedente. A vinificazione completata seguono 18 mesi in barrique.
Numero di bottiglie: 11.000.
Prezzo: circa 21 euro in cantina.
Temperatura di servizio: circa 18 °C.
Azienda: Mamete Prevostini - Via Don P. Lucchinetti, 63 - 23020 Mese (So).
Tel. 0343 41.522 - www.mameteprevostini.com
Consigliati per tutti i giorni
Le etichette Doc e Docg a meno di 12 euro
Rosso di Valtellina Doc MalaroggiaUve e vigneti: Chiavennasca con un 10% tra Pignola, Rossola e Merlina. Le vigne si trovano tra i 300 e i 400 metri sul livello del mare nel comune di Berbenno e sono comprese nella fascia Docg. Per mantenere le denominazione, il vino dovrebbe maturare per due anni in cantina, cosa che la cooperativa non fa, per questo la sigla è semplicemente Doc.
Produzione: vinificazione e maturazione
in vasche di acciaio per un anno.
Numero di bottiglie: 5.000.
Prezzo: 7,2 euro in cantina.
Temperatura di servizio: circa 18 °C.
Consorzio Produttori del Vino Maroggia - Via Panoramica, 29 - 23010 Berbenno di Valtellina (So) - Cell. 338 58.51.434 - www.maroggia.com
Sono 5 gli ettari di vigna a denominazione Docg, per un totale di 18.000 bottiglie.
Valtellina Superiore Docg GrumelloUve e vigneti: Chiavennasca 100%.
Le vigne si trovano nel comune di Sondrio, tra i 350 e i 500 m.
Produzione: la vinificazione avviene nei contenitori di legno a iniziare dalla fermentazione. Il vino matura sempre nel legno, per tre anni nelle botti grandi, poi si affina in bottiglia per almeno otto mesi.
Numero di bottiglie: 11-12.000.
Prezzo: 12 euro in enoteca.
Temperatura di servizio: 18-20 °C.
Azienda: Marsetti Alberto - Via Scarpatetti, 15 - 23100 Sondrio.
Tel. 0342 21.63.29 - www.marsetti.it
Solo 5 gli ettari di vigna di famiglia. L’azienda produce direttamente quattro tipi di vino per un totale di 40.000 bottiglie.
Valtellina Superiore Docg SassellaUve e vigneti: Chiavennasca al 100 % da vigneti nella frazione Castellina, tra 300 e 450 metri.
Produzione: dopo la fermentazione il vino matura in botti grandi di rovere per 32-36 mesi . Poi rimane un anno in bottiglia prima di essere messo in commercio.
Numero di bottiglie: 30.000.
Prezzo: 9,6 euro in cantina.
Temperatura di servizio: a 18 °C.
Azienda: Fondazione Fojanini - Via Valeriana, 32 - 23100 Sondrio.
Tel. 0342 51.29.54 - www.fondazionefojanini.it
La Fondazione è un ente di studio e di ricerche legato alla Provincia di Sondrio e nato nel 1971 dal professor Fojanini. I circa 10 ettari di vigne sono situate nel Sassella con cui si producono quattro vini: un Sassella, un Sassella Riserva, uno Sforzato e un bianco da uve di vitigni internazionali, cioè non tipici del nostro Paese.
Valtellina Superiore Docg Riserva SignorieUve e vigneti: Chiavennasca al 100%, da vigne della Valgella situate attorno ai 500 metri.
Produzione: le uve sono vinificate in vasche d’acciaio; il vino matura in botti di legno da 750 litri per 18 mesi, poi riposa in bottiglia per altri sei mesi.
Numero di bottiglie: 10.000.
Prezzo: 12 euro in cantina.
Temperatura di servizio: 18-20 °C.
Azienda: Pietro Nera - Via IV Novembre, 43 - 23030 Chiuro (So).
Tel. 0342 48.26.31 - www.neravini.com
è una delle cantine più rappresentative della zona, con 700.000 bottiglie prodotte l’anno. Nei primi anni Ottanta è stata fondata un’altra cantina gestita dai figli Stefano e Simone che seguono circa 40 ettari di vigneti di proprietà.
Valtellina Superiore Docg GrumelloUve e vigneti: Chiavennasca al 100%o da vigne situate nel comune di Montagna tra 350 e 450 metri.
Produzione: le uve sono vinificate in vasche di acciaio; il vino matura in botti di legno grandi per circa due anni.
Numero di bottiglie: 7.000.
Prezzo: circa 12 euro in enoteca.
Temperatura di servizio: circa 18 °C.
Azienda: Gianatti Giorgio - Via. Ca’ Paini, 31 - 23020 Montagna in Valtellina (So) - Tel 0342 38.00.33.
È uno dei pochissimi produttori a essere rimasto “contadino” e ha scelto di fare un solo vino. Le vigne si trovano tutte a Montagna
di Valtellina e sono nella zona del Grumello.
Gli Sforzati
Secchi e concentrati: ecco i “magnifici” rossi
Sforzato Doc Fruttaio Ca’ RizzieriUve e vigneti: Chiavennasca al 100% dalla selezione delle vigne delle zone del Valtellina Superiore tra 300 e 500 metri.
Produzione: parte della fermentazione del mosto avviene in vasche d’acciaio e parte nelle botticelle di legno da 225 litri; qui il vino rimane a maturare per circa 15 mesi. Segue un anno di riposo in bottiglia.
Numero di bottiglie: 12.000.
Prezzo: 30 euro in cantina.
Temperatura di servizio: circa 18 °C.
Azienda: Aldo Rainoldi - Via Stelvio, 128 - 23030 Chiuro (So).
Tel. 0342 48.22.25 -
www.rainoldi.com
L’azienda, fondata nel 1925, è oggi condotta da Giuseppe e Aldo Rainoldi. La loro produzione è di circa 200.000 bottiglie.
Sforzato di Valtellina Docg Vigneti La SpinaUve e vigneti: Chiavennasca al 100% da vigneti nei comuni di Teglio tra i 400 e i 500 metri di quota.
Produzione: nelle vendemmie più fortunate si scelgono i grappoli con acini spargoli che sono poi sistemati nei fruttai sopra graticci dove rimangono ad appassire per circa tre mesi. Seguono la vinificazione in vasche di acciaio e la maturazione in botti di legno grandi per circa 18 mesi, poi il riposo per un anno in bottiglia.
Numero di bottiglie: 11.000.
Prezzo: 18 euro circa in cantina.
Temperatura di servizio: circa 18° C.
Azienda: F.lli Bettini - Via Nazionale, 68 - 23030 S. Giacomo di Teglio (So)
Tel. 0342 78.60.68 - www.vinibettini.it
L’azienda è nata nel 1881. Le vigne di proprietà sono su circa 13 ettari concentrati nella zona del Valgella. In tutto, l’azienda produce 200.000 bottiglie. Nella bella stagione, le degustazioni si fanno anche all’aperto, in mezzo alle vigne.
:: tags: vino, valtellina, sforzato docg, sapori, itinerario, bitto, montagna, vigneti
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