-> Itinerari dei sapori In Lazio: le terre di Cicerone

08
Ago '08
10.43
di Massimiliano Rella

Non solo olive! Gaeta e Terracina danno il nome a un’oliva e a un Moscato con una storia che risale a Cicerone e a Tiberio. Ulivo e vite, quindi, come è ovvio sul mare tra Roma e Napoli, ma non basta: qui il ghiottone e il curioso hanno solo l’imbarazzo della scelta.

Golosi da 2000 anni

mappaPer gli antichi romani erano luoghi di vacanza e di benessere, di caccia e buon cibo. L’imperatore Tiberio vi fece costruire una grande villa, dove oggi sorge Sperlonga, con sculture, un cortile porticato, una fornace e addirittura un forno per il pane. Invece sul panoramico monte Sant’Angelo, che svetta a 200 metri d’altezza sulla città di Terracina, i romani individuarono il loro luogo di culto, costruendo l’imponente tempio di Giove Anxur, dedicato a Giove fanciullo. Dall’alto del monte il colpo d’occhio è impressionante. La vista abbraccia la costa di Sperlonga, la piana e il lago di Fondi, la sottostante città di Terracina fino a San Felice Circeo, e nelle giornate più limpide anche Ponza e Ventotene, piccole isole al largo delle coste pontine. Siamo nelle terre del mito, oltre che del buon cibo. Qui la maga Circe, figura della mitologia greca (Odissea, libro X, XI, XII) trasformò gli uomini di Ulisse in maiali, cani, leoni, e tutto ciò dopo averli accolti con un memorabile banchetto. Sempre qui, nello scenario suggestivo della Montagna Spaccata, verso Gaeta vecchia, grandi pareti rocciose bagnate dal mare mostrano tre fenditure che secondo gli antichi scritti si sarebbero aperte durante la crocefissione di Cristo. È uno spettacolo mozzafiato, si accede al mare attraverso il corridoio della Via Crucis, poi si scende nella fenditura della montagna percorrendo una ripida scalinata, sospesa tra il cielo e il mare.

Terre strappate alla palude

paesaggio
Benvenuti in provincia di Latina, terra di bellezze paesaggistiche e di bontà gastronomiche. Spesso l’agro pontino viene ricordato per la bonifica fascista, quando colonie di veneti, friuliani, romagnoli strapparono la terra alle paludi, meno si sa invece della gastronomia di quest’area a sud di Latina, tra Roma e Napoli, che nella cittadina di Fondi vanta il mercato ortofrutticolo più grande d’Italia. Le terre pontine comprendono paesi come Sabaudia, il ritrovo dei vip della capitale, la bella penisola di San Felice Circeo, Terracina, elegante cittadina di mare. Andando più a sud proseguono  con località come Sperlonga, un borgo marinaro tutto vicoli e case impastate di calce bianca, oppure Monte San Biagio e Fondi, più interne, sotto le pendici dei monti Aurunci e un tempo zone di confine tra lo stato Pontificio e il regno di Napoli. Più a sud ancora ecco poi Itri, che dà il nome a una cultivar, ossia una varietà di oliva, la Itrana, conosciuta anche come oliva di Gaeta, un paese quest’ultimo che “ospita” da anni una base navale della Nato.

Tradizioni: la focaccia ripiena dei pescatori

tiellaIl nostro itinerario enogastronomico nelle terre pontine può partire proprio da Gaeta, nota - lo ricordiamo - per la presenza della “montagna spaccata”, un grande taglio eseguito dagli antichi romani nella parete di una collina affacciata sul mare per creare un passaggio stradale carrozzabile. Il piatto forte della gastronomia gaetana, ricca di frutti di mare, è senza dubbio la Tiella, una sottile focaccia ripiena di pesce e/o verdure, nata secoli fa come pasto dei pescatori, impegnati per giorni in mare. Tra gli ambasciatori della Tiella, l’Antico Forno Giordano la prepara dal lontano 1890. Si trova a Gaeta vecchia, in un locale gestito da Enrico Giordano, un simpatico signore di 65 anni. Oggi il proprietario, il signor Enrico, che produce Tiella da quando era bambino, è un vero custode di quest’antica ricetta locale, che ogni giorno prepara con passione per i suoi numerosissimi clienti.

Una nobil salsiccia

Salsiccia monte san biagioSpostandoci a nord verso Terracina, arriviamo nella piana di Fondi dove merita una sosta il borgo di Monte San Biagio, a 133 metri d’altezza, con un castello medievale che domina la vista sul lago. Il prodotto per antonomia di Monte San Biagio è la salsiccia, recentemente oggetto di una richiesta per la Dop, Denominazione d’Origine Protetta. Si tratta di una salsiccia “nobile”, fatta cioè con le parti migliori del maiale. Sono una ventina i produttori locali. Tra questi la Norcineria dal Monticellano, di Vincenzo Raso, 31 anni, promettente norcino, proprietario di un laboratorio con punto vendita sulla salita di Monte San Biagio e di un altro negozio nella vicina Fondi, cittadina compresa nell’areale di produzione. “Qualche anno fa il prodotto rischiava di scomparire, ma oggi finalmente è stato rivalutato”, afferma Vittorio Iacovacci, allevatore e presidente dell’Associazione per la promozione della Salsiccia di Monte San Biagio. Alla Salsiccia è dedicata anche un’imperdibile sagra nel borgo medievale, ogni anno la terza domenica di febbraio.

La Salsiccia di Monte San Biagio: ecco come nasce secondo un rito antico

Oltre a essere speziata con il coriandolo, ha la particolarità di essere preparata con le parti più nobili del maiale (prosciutto, lombo, capocollo, spalla, pancetta, ecc) e questo spiega il prezzo leggermente superiore rispetto alle normali salsicce. Può essere ottenuta con carni di suino bianco (Large White, Padano) oppure di Nero Casertano e Lepino, di gran pregio. Le tipologie di salsiccia sono tre: fresca, “barzotta”, stagionata. L’impasto e il procedimento di base sono comuni. Le parti nobili del suino sono tagliate a cubetti e condite con: uno 0,5-1% di coriandolo; uno 0,08-0,15% di peperoncino rosso piccante, di produzione locale; 0,16-0,30% di peperone rosso dolce; 1,8-2% di sale; 0,5% di vino Moscato di Terracina. Il tutto viene lasciato nella “maniella” (tipico contenitore in legno) per 24 ore, il tempo necessario alla carne per assorbire per bene gli aromi delle spezie. Il legno della maniella attiva al contempo la fermentazione dell’impasto e questo favorisce un sapore più caratteristico. L’impasto viene infine insaccato con budello naturale di suino. Questo è quanto prevede il disciplinare dei produttori associati per la futura Dop.
 
Stagionatura e prezzi
La salsiccia fresca costa 8-10 euro al kg ed è venduta appena insaccata, la “barzotta” viene lasciata asciugare per 3 giorni in ambienti con una buona ventilazione e poi è affumicata per 4-5 ore con legno di lentisco (una pianta della macchia mediterranea). Il prezzo è di 12 euro al kg. La stagionata viene lasciata asciugare per 21-28 giorni e ha un prezzo che varia tra 18 euro al kg (quella di suino bianco) e i 22 euro al kg (quella di suino nero).

Un vino “di spiaggia”

Nel vicino comune di Fondi, invece, sulle colline verso Sperlonga c’è l’unico produttore di vino della zona, l’azienda vitivinicola di Peppe Raffaele. Il signor Raffaele, da sempre appassionato di vite e di vino, coltiva 3,5 ettari di un vitigno autoctono, l’Abuoto o Cecobo, che sembra venisse già vinificato in epoca romana. Antiche viti, oggi allo stato selvatico, sono state rinvenute anche sulle dune del litorale di Fondi, in stato di abbandono. Sulla sabbia, a una trentina di metri dalla riva del mare, fino a 40 anni fa si coltivava l’uva per farne vino. La vendemmia era veramente particolare, poichè il raccolto si caricava in grandi barche. Appena 10 km verso nord e arriviamo in uno dei più grandi centri per la pesca di tutto il litorale pontino.
pesci del palangaroporto terracina









A Terracina, un’elegante cittadina con una parte moderna otto/novecentesca e un vecchio borgo dal passato medievale, il più affollato ritrovo per gli amanti dei frutti di mare è il Centro Ittico cooperativa pescatori di Terracina. Aperto due anni fa nei pressi del porto è tre cose in una: un caratteristico punto vendita con banchi del pesce, un locale di cucina take away (a prezzi popolari) e una sala d’asta (ogni giorno alle 16) per chi desidera fare grandi acquisti. Il pescato arriva fresco dai fondali del litorale pontino, triglie, merluzzetti, polpi veraci, rane pescatrici, anche sarde, sgombri, sugarelli, pesci più poveri ma non senza dignità gastronomica.
Tra i più pregiati troviamo i pesci del “palangaro”. Il nome deriva da colui che prepara le “coffe”, una serie di ami posti su un’unica lenza lunga centinaia di metri, che in particolari fondali, ad esempio verso le isole Pontine, permette di catturare pesci sciabola (o spatola) di oltre un metro di lunghezza, o merluzzi di taglia grande. I pesci del “palangaro” a differenza della paranza non fanno lo strascico e, non soffrendo il trascinamento, non cambiano colore, ma rimangono brillanti come se fossero ancora vivi.

L’Abuoto, il “vino dei Romani”. Vigne rubate alla macchia mediterranea

peppe raffaeleSembra che questa varietà autoctona venisse coltivata in zona dagli antichi Romani per farne un nettare che accompagnava i loro pasti. È l’Abuoto, o Cecobo, un vitigno che un produttore di Fondi, spinto da una grande passione, da qualche anno ha riportato in vita. Lui si chiama Peppe Raffaele, ed è proprietario in contrada San Raffaele, sulla strada che da Fondi va verso Sperlonga, di un vigneto di 6 ettari, di cui 3,5 coltivati proprio ad Abuoto. L’azienda vinicola - l’unica in zona Fondi/Sperlonga - produce 40-50 mila litri di vino l’anno, una parte in bottiglia (circa 10.000). Non produce solo rossi, ma anche vini bianchi. L’Abuoto, imbottigliato come Igt Lazio, è oggetto da un po’ di tempo delle ricerche dell’Istituto sperimentale di enologia di Velletri. Di colore rosso rubino intenso, ha profumi di frutti di bosco, in bocca è asciutto e gradevole. Il prezzo in cantina è di 3,5 euro a bottiglia.
Peppe Raffaele
Contrada San Raffaele, Fondi (LT)
tel 0771 513649

Le ricette di pesce: il più buono arriva dalle Isole Pontine

trigliePescato di paranza, rana pescatrice, polpo verace, orate, dentici, calamari di ciglio. È un mare ricco di pesce quello tra Sabaudia, San Felice Circeo e Gaeta, con le isole Pontine (Ponza, Ventotene e Palmarola) a un’ora, un’ora e mezza di navigazione. E la cucina della costa è altrettanto ricca di ricette che valorizzano il meglio della gastronomia locale. Come la “rana pescatrice al forno”, con oliva Itrana, odori vari e olio extravergine. Ecco il procedimento: poco prima di essere sfornata viene bagnata con una sfumatura di Moscato di Terracina Doc. Un altro piatto sono gli “involtini di sciabola e gambero”: dopo la sfilettatura la carne del pesce sciabola, o spatola, avvolge una foglia di radicchio rosso, che a sua volta avvolge un gambero bianco (mazzancolla) crudo, il tutto condito con olio, odori e una grattugiata di parmigiano, e passato al forno per 10 minuti. E ancora i “paccheri al polpo verace cotto in padella”: il polpo viene tagliato a dadini e mantecato con pomodori ciliegini, extravergine di cultivar Itrana e formaggio pecorino di Monte San Biagio.

I vini di Cicerone

Terracina è anche terra di vini, che si facevano già nel podere di Cicerone. “Resuscitati” dopo secoli di torpore, seppur lentamente stanno iniziando a incassare i primi importanti riconoscimenti nazionali. Il più caratteristico dell’area è il Moscato di Terracina, una delle ultime Doc del Lazio, ottenuto con un analogo vitigno coltivato sulle colline verso Monte San Biagio. La zona nord della pianura pontina, un tempo tutta acquitrini, si sta sorprendentemente rivelando terra enologica? I casi interessanti non mancano. Più a nord, verso Aprilia, va segnalata l’azienda Casale del Giglio, che una ventina d’anni fa ha chiamato un team di ricercatori da Milano, tra i quali il professor Attilio Scienza, per lanciare un progetto di valorizzazione del vigneto.

Il Moscato dei profughi
Più a sud, a Borgo Vodice, non lontano da Sabaudia, troviamo invece Cantina Sant’Andrea, ormai nota ai degustatori del Vinitaly, che da qualche anno la premiano con vari riconoscimenti. L’azienda, oggi gestita da Gabriele e dal figlio Andrea Pandolfo, ha una storia particolare, legata a quella della Tunisia. I proprietari arrivarono a sud di Terracina nel 1964, in seguito all’esproprio dei beni e delle proprietà degli stranieri decretate dall’allora presidente del Paese nord Africano, Harbib Bourghiba. La famiglia Pandolfo viveva e produceva vino nell’area di Capo Bon e Grombalia, non distante da Tunisi, dalla fine dell’800. I Pandolfo arrivarono dalla Sicilia quando la Tunisia era sotto il protettorato francese e in pochi anni acquisirono ben 700 ettari di terra, tra vigneti, oliveti e altre produzioni. Ma nel 1964 con la cacciata degli stranieri si rifugiarono in provincia di Latina, dove nel frattempo era andato a vivere uno dei familiari. Grazie allo Stato Italiano, che si fece garante con i tanti “profughi” tornati nel nostro Paese, acquisirono un podere dalle parti di Sabaudia e i primi anni si dedicarono a coltivazioni “veloci”, in grado cioè di garantire un ritorno economico immediato per ripagare i debiti. Fu nel 1970 che tentarono di nuovo l’avventura della vite. Era quasi un azzardo: produrre vino di qualità in una terra che pochi decenni prima era fatta di paludi e acquitrini. Ma i Pandolfo avevano sempre fatto il vino. Oggi sono proprietari di 22 ettari a Borgo Vodice, di 6 ettari a Campo Soriano, sopra Terracina a 500 metri sul livello del mare, dove nel frattempo è nata la nuova Doc Moscato di Terracina, e di altri 20 ettari nell’area di Aprilia, decisamente più a nord. Sono vigneti coltivati anche con vitigni internazionali, ma particolarmente interessanti sono gli autoctoni Cesanese e, soprattutto, il Moscato di Terracina. Complessivamente l’azienda ha una produzione di 350-400 mila bottiglie l’anno, più una parte di sfuso che vende con i vini confezionati in quattro punti vendita/enoteche aziendali: a Borgo Vodice, ad Aprilia, a Latina e a Terracina. Le produzioni in bottiglia sono organizzate in due linee di prodotto, la classica e la linea “acquerello”, che comprende le etichette di punta per la ristorazione di pregio. All’interno della nuova Doc Moscato di Terracina l’azienda produce anche un passito e il primo spumante secco con uve autoctone in purezza. L’enologo è lo stesso Gabriele Pandolfo, assistito dal figlio Andrea, 33 anni, testimone della la nuova generazione.

Dove Mangiare

Sapori laziali con suggestioni napoletane
Tradizione, qualità e innovazione. Sono le tre parole chiave che potrebbero accomunare ed esprimere il lavoro di ricerca che in questi anni è stato fatto da un gruppo di ristoratori dell’area pontina.
Sono Enzo Simonelli del ristorante Il vicolo di Mblò (conto 38 euro, Fondi, tel 0771 502385) il cui piatto forte è senza dubbio la “zavardella”, un mix di ortaggi e odori (patate, peperoni verdi friarelli, fagioli borlotti freschi, pomodori ciliegini, aglio, cipolla, sedano, rosmarimo di stagione, pomodori pelati e peperoncino). Le verdure sono cotte separatamente, ripassate in padella e servite con legumi e pane raffermo.
Sempre a Fondi troviamo Casa Catullo, di Massimiliano Sepe (conto 40 euro, tel 0771 532945) i cui menu danno ampio spazio al mare con molluschi alla piastra, zuppetta di bianchetti, e alla carne, come le polpette di maiale nero al coriandolo.
Da Flaviano e Luisa, i proprietari dell’Hostaria della Piazzetta, a Monte San Biagio (conto 30 euro, tel 0771 566793) si possono gustare ottime linguine con i gamberetti del lago di Fondi, una vera specialità, e piatti di carne come il coniglio alla cacciatora.
A Terracina ancora due indirizzi per autentici gourmet: Bottega Sarra 1932, di Luigi Sarra (conto 55/60 euro, tel 0773 702045) dove provare i rotolini di sogliola con mozzarella di bufala e lonza su passata di ceci e gamberi saltati; e il ristorante Marconi 23, del giovane chef Gianluigi Alla (conto 55/60 euro, tel 0773 703951). Tra i suoi piatti la seppia al vapore con fave e sedano, e il dentice in crosta con pane e arancia bionda di Fondi.

Un olio in crescita

Dal vino all’olio extravergine d’oliva. Una visita nelle terre pontine non può concludersi senza una deviazione nel mondo dell’olio.
Vuoi perché nella fascia collinare tra Itri (a sud) e Cori-Sermoneta (a nord) si coltiva da sempre l’olivo con la cultivar Itrana, vuoi perché negli ultimi anni queste terre hanno iniziato a sorprendere per la qualità dell’extravergine.
Oliva ItranaTra le aziende più conosciute, e oggi più premiate del Lazio e d’Italia, c’è senza dubbio l’agricola Cetrone, vicino a Sonnino, proprietaria di 100 ettari di uliveti a 500 metri d’altezza sui monti Lepini. È guidata con passione da Alfredo Cetrone, un quarantenne del posto, ormai impegnatissimo a fare un prodotto di qualità e a presentarlo nelle manifestazioni e in tutte le fiere che contano. Dalla cultivar Itrana si ottiene anche la cosiddetta oliva di Gaeta, che ha preso il nome della cittadina portuale perché un tempo proprio da qui partivano le olive per altri scali commerciali.
«Fino a una decina di anni fa - ricorda Alfredo Cetrone - la cultivar Itrana non era molto conosciuta e neanche ben vista per la produzione di olio, al contrario era considerata più adatta per le olive da tavola. Finalmente oggi questo atteggiamento è venuto meno. Basti pensare che all’ultimo concorso regionale di UnionCamere Lazio (nella sezione extravergini, categorie intenso, medio e leggero), ben 8 aziende su 9 erano della provincia di Latina e tutte producono da cultivar Itrana».
Lungo la fascia costiera troviamo altri paesi produttori, come Terracina, Priverno, Roccasecca dei Volsci, Sezze.
Cetrone olivetoAlfredo Cetrone, ormai molto familiare con gli ambienti dei concorsi, produce complessivamente 1.500 quintali di olive da tavola e 2.500 quintali di olive da olio, per una produzione totale di 500 quintali di extravergine.
Oltre alle sue tre etichette d’olio produce 4 tipologie di olive da tavola: a novembre la “schiacciata”, condita con extravergine e spezie; a dicembre la “rosata in salamoia naturale” (acqua, sale e 18 mesi di stagionatura); a marzo la “nera di Gaeta”; e infine le “olive nere grinze di Gaeta”.
Queste ultime sono ottenute con i frutti che hanno superato la maturazione e che cominciano a raggrinzirsi sull’albero: una volta raccolte sono messe ad asciugare al sole.
Tra le specialità di Cetrone anche due paté di olive nere e rosate, più una selezione di oli aromatizzati, al peperoncino (con molitura di olive e peperoncini freschi e piccanti insieme), oppure al limone, con lo stesso procedimento.

Notizie utili


Dove comprare
  • Antico Forno Giordano - Il regno di Enrico Giordano, fornaio, gaetano, un maestro della Tiella di Gaeta. Ne produce di diversi tipi con ripieni diversi e per tutte le stagioni. Anche pane e biscotti. Via Indipendenza 39, tel 0771/460603. domenica e lunedì matt. chiuso
  • Azienda Agricola Cetrone - Una importante azienda produttrice di olio extravergine di oliva, ottenuto da cultivar itrana. Di grande qualità, il prodotto di Cetrone è considerato dagli esperti uno dei migliori d’Europa.     Via Cornarolo 4, Sonnino, tel 0773/949008, www.cetrone.it
  • Cantina Sant’Andrea - Nell’area di Borgo Vodice una cantina laziale sicuramente emergente. Produce bianchi, rossi, rosati, spumanti e il Moscato di Terracina Doc, anche nella tipologia passito. Punto vendita aziendale in Strada del Renibbio 1720, Borgo Vodice, tel 0773/755028, www.cantinasantandrea.it
  • Casearia Casabianca - Ottime mozzarelle di bufala campana, nei formati aversana, bocconcini, nodini o treccione, inoltre ricotte freschissime. Via Sant’Anastasia km2, Selvavetere, Fondi, tel 0771/556203, domenica chiuso di pomeriggio www.caseariacasabianca.it
  • Cooperativa Pescatori Terracina - Non lontano dal porto un singolare negozio con banchi del pesce, cucina take away del pescato del giorno e sala d’asta per vendita a cassette. Via Lungolinea Pio Sesto I, Terracina, tel 0773/725905
  • Forno a legna di Mezzomonte - Sulla strada tra San Felice Circeo e Sabaudia pizza con pomodori locali, dolci di creama e pere, ciambelle al mosto, pane cotto al forno al legna. Via Litoranea 24, San Felice Circeo, tel 0733/596281, aperto tutti i giorni
  • Norcineria dal Monticellano - Vicino al borgo di Monte San Biagio un piccolo laboratorio artigianale specializzato nella produzione di salsicce fresche, barzotte e stagionate. Via Roma, Monte San Biagio,  domenica chiuso
  • Macelleria di Lucia Pecchia - Azienda a conduzione famigliare dove ad occuparsi della realizzazione dei salumi e della vendita delle carni di produzione propria è, dal 1975, sempre la signora Lucia Pecchia. Da non perdersi la Salsiccia di Monte San Biagio. Strada St. Appia, 36, Monte San Biagio, tel 0771/569314, apertura 8-13 e 16-20 chiuso domenica pomeriggio e lunedì
  • Pasticceria Gelateria Fiorelli - Non solo gelato artigianale (buono), anche croccanti sfogliatelle e aragostine da degustare nella piazza pedonale con vista mare. Piazza Fontana, Sperlonga, tel 0771/548162, chiuso il martedì www.pasticceriafiorelli.com
Scorcio
Dove dormire
  • Vicolo di Mblò - B&B in antica struttura ristrutturata, di epoca medievale. Interni e arredi rustici con confort moderni. Corso Appio Claudio 11, Fondi, tel 0771/502385. Doppie da 80 a 100 - www.mblo.it
  • Grand Hotel Le Rocce - Nel verde, su un’insenatura, con splendida vista sulla spiaggia dei 300 gradini. Architetture in stile moresco con camere arredate in modo moderno, panoramiche. Via Flacca km 23,300, loc. San Vito, Gaeta, tel 0771/ 740985. Doppie da 150€ www.lerocce.com
  • Hotel Le Dune - Accanto al parco nazionale del Circeo un’oasi nel verde per una vacanza di relax sulle belle dune di Sabaudia. Camere vista mare e giardino. Spiaggia privata e piscina in questo accogliente hotel 4 stelle. Via Lungomare 16, Sabaudia, tel 0773/51291. Doppie da 90 - www.ledune.com
  • Agriturismo Villa Prato - Ad appena 600 metri dal mare e a 1 km dal pittoresco borgo marinaro di Sperlonga, questo casale ristrutturato offre un’accoglienza calda e semplice. Colazione in veranda con dolci e marmellate fatte in casa. Via Prato 3, Sperlonga, tel 0771/549770, Mezza pensione/persona 50,         www.agriturismovillaprato.it
  • Agriturismo Santo Stefano - Alle pendici dei monti Lepini, a 10 km dal mare, in aperta campagna con casale in collina e azienda di ortaggi a coltivazione biologica. Tra le attività proposte degustazioni di vino e olio extravergine, trekking, equitazione, maneggio, passeggiate a cavallo. Località Santo Stefano zona Colli, Terracina, cell. 335/8247512 doppia 55 euro - www.agriturismosantostefano.it
Vicolo di Monte San Biagio
Numeri utili
  • Apt Latina - via Duca del Mare 19, Latina, tel 0773/695404-7 - www.aptlatinaturismo.it
  • Grotta del Turco - a Gaeta, presso Santuario della Montagna Spaccata, aperto tutti i giorni ore 9-13; 15-19,     biglietto 1 euro, tel 0771/462068
  • Tempio di Giove Anxur - strada per Monte Sant’Angelo, a Terracina, sempre aperto. Molto panoramico
  • Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga e Villa di Tiberio - Ingresso Museo via Flacca km 16,600, tel 0771/548028, Sperlonga. Aperto tutti i giorni da 8,30-19. Biglietto 4 euro

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